WhatsApp-Image-2026-01-12-at-14.17.07-1024x769 NON C'è più TEMPO

Non c’è più tempo.
Dobbiamo agire.

Basta soffermarsi per pochi secondi davanti alla corsia dei detersivi di un qualsiasi supermercato per avere un’idea immediata di quanto stiamo inquinando.
Detersivi per la casa, il bucato, la cucina, il bagno. Disinfettanti, varechina, ammoniaca, acido muriatico. Saponi per l’igiene personale.
Tutta quella roba verrà venduta. E ne arriverà altra. E verrà venduta anche quella.

E dove va a finire tutto questo? Negli scarichi. Nei fiumi. Nel mare. Nell’ambiente. Nelle falde acquifere.
Ora moltiplicate tutto questo per tutti i supermercati del mondo.

Poi andate al reparto carne e pesce. Fermatevi a guardare.
Vassoi di coscette, petti di pollo o tacchino, alette…

E sia chiaro: per come la vedo io non c’è niente di male ad essere carnivori.
Tanti animali lo sono. Cacciano, si nutrono, e una volta sfamati sono a posto per un bel po’.

Noi invece ne abbiamo fatto un business.
Abbiamo messo gli animali in una catena di montaggio, in veri e propri campi di concentramento, con sofferenze inaudite.
Allevamenti intensivi, animali imbottiti di ormoni e antibiotici, schiacciati uno sull’altro.
Auschwitz degli animali.

Il fatto che non possano esprimere a voce la loro paura e la loro sofferenza
ci autorizza forse a infliggere loro dolore quotidiano?

Io sono contro questo. Che diritto abbiamo di farli soffrire così?
Anche loro soffrono. Anche loro hanno paura, esattamente come noi.
Anche loro hanno diritto a una vita felice.

Per assurdo, preferirei che invece di abolire la caccia si abolissero gli allevamenti intensivi.
Perché la caccia, se fatta per nutrirsi (e non per sport) fa parte della natura.

Fate un giro del supermercato senza dare per scontato quello che vedete.
Guardate con occhio critico, con consapevolezza.
In un istante vi sarà chiaro che non siamo sostenibili, non siamo ecocompatibili, non siamo etici.
Stiamo sbagliando.

Vecchi abbandonati. Soli.
Fine vita, magari dopo un’esistenza già difficile.
Che diritto abbiamo di far vivere alle persone un fine vita di merda?

Tutto ciò che consideriamo “poco importante” lo trattiamo allo stesso modo:
anziani, ambiente, animali.
Ha decisamente preso il sopravvento il predatore che è in noi.

Case isolate.
Ognuno chiuso nella propria casetta, con la sua macchinetta, il suo computerino.
Spendere tantissimo. Lavorare solo per pagare tutto.
E restare sempre più soli.

Servirebbero mezzi pubblici non inquinanti, continui, ad alta frequenza.
Bike sharing e car sharing elettrici per disincentivare davvero l’uso dell’automobile.
E invece, in certe periferie, in certi comuni, sei tagliato fuori.
Senza auto non vivi. Sei obbligato ad averla. E ovviamente tutte le politiche ecologiche su questo fronte conflagrano contro i soliti interessi: petrolio, benzina, automobili da vendere.

In base alla mia esperienza posso dire che la luce in fondo al tunnel potrebbero essere Ecovillaggi, Cohousing, Comunità in forme diverse. Per quel che vedo penso siano forse l’unica vera salvezza per il genere umano e per il pianeta.
Autosussistenza. Pulizie con l’aceto. Spazi condivisi.
Non essere mai soli. Aiutarsi. Fare progetti insieme.

Comunità accoglienti che non inquinano, che non pesano sul delicato equilibrio dell’ecosistema.
Basate sul rispetto di tutti gli esseri viventi.

Siamo lontani.

Per non farmi schiacciare devo reagire.
Devo ritrovare il mio potere di influire positivamente sulla realtà che mi circonda.
Perché ognuno di noi ha un potere enorme, molto più grande di quanto ci vogliano far credere.

Il problema non è non averlo.
Il problema è non esserne consapevoli.

Ma per usarlo serve coraggio.
Coraggio di dire le cose quando è il momento di dirle.
Coraggio di agire quando è il momento di agire.
Coraggio di scegliere con saggezza, anche quando è scomodo, anche quando va controcorrente.

Esporsi richiede coraggio, sì.
Ma è l’unico modo per non farsi schiacciare.
Ed è l’unico modo per incidere davvero, qui e ora, sulla realtà che ci circonda.

Questo è l’invito che faccio innanzitutto a me, senza pretesa alcuna di poter insegnare qualcosa di saggio agli altri.
Prendere consapevolezza del proprio potere.
E avere il coraggio di dire e fare le cose giuste, al momento giusto.
Per noi. Per gli altri. Per il pianeta.

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